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Vecchio 05-03-2015, 08:38   #1
Andrea Meriggioli
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predefinito Zeolite

Da questa primavera ho cominciato a trattare la zeolite; avendola provata personalmente e ritenuta molto valida.
Questo substrato consente tramite il suo utilizzo in percentuali variabili e comunque ridotte (indicativamente dal 20 al 35% sul composto totale usato in fase di rinvaso); di migliorare in maniera significativa le prestazioni del suolo nei confronti della pianta. Per certi aspetti si può dire che è simile alla kiryu con alcune caratteristiche che la rendono differente.
Di seguito mostro le sue caratteristiche chimico-fisiche per chi ancora non la conoscesse.

La zeolite è costituita da un gruppo di minerali composto da 52 specie mineralogiche definite chimicamente “alluminosilicati idrati di elementi alcalini e/o alcalino-terrosi” (essenzialmente, Na, K e Ca) e strutturalmente costituenti con feldspati, feldspatoidi e minerali della silice la famiglia dei tettosilicati. In questa famiglia di silicati, le unità strutturali primarie, tetraedri [(Si,Al)O4], sono collegate tra loro nelle tre direzioni dello spazio a formare impalcature tridimensionali con conseguente rapporto tra catione tetraedrico (Si, Al) e ossigeno di 1:2.
A differenza di quanto si realizza in altre famiglie di silicati ove le stesse unità strutturali sono isolate (nesosilicati, es. olivine), collegate in un’unica direzione (inosilicati, es. pirosseni) o in due direzioni (fillosilcati, es. minerali argillosi), l’impalcatura tetraedrica tridimensionale dei tettosilicati dà origine a strutture “aperte” per la presenza di cavità extratretraedriche di volume crescente dai feldspati e minerali della silice ai feldspatoidi alle zeoliti.
L’impalcatura tetraedrica tridimensionale delle zeoliti è “molto aperta” (bassa densità tetraedrica) e, come tale, presenta ampie cavità interne (dal 20 al 50% del volume del cristallo) comunicanti tra loro e con l'esterno mediante canali di dimensioni molecolari (da 2,5 a circa 7 Å; 1 Å = 10-8 cm).
Allo stato naturale, cavità e canali sono occupati da cationi (Na, K, Ca) e da molecole d'acqua. I cationi, necessari per bilanciare le cariche elettriche negative dell'impalcatura tetraedrica dovute alla parziale sostituzione di Si4+ con Al3+, essendo debolmente legati all'impalcatura tetraedrica, godono di una certa libertà di movimento e possono uscire, attraverso i canali, dalle cavità e quindi dal cristallo solo se sostituiti da altri cationi comportanti lo stesso numero di cariche elettriche positive.
Tale proprietà, nota come "capacità di scambio cationico" (CSC), ha intensità (espressa in meq/g) crescente con l’aumentare del contenuto in Al nei tetraedri e varia da circa 2 meq/g nelle zeoliti povere in Al (clinoptilolite, ferrierite mordenite) a 3-4 meq/g nelle zeoliti ricche in Al (chabasite, phillipsite).
L'acqua, dal 10 al 20% in peso a seconda della specie zeolitica, può essere facilmente ed in modo più o meno continuo rimossa per riscaldamento al di sotto di 300-350° C con nessuna o modeste modificazioni dell'impalcatura tetraedrica.
Le zeoliti così disidratate presentano un'ampia superficie interna (fino a qualche centinaio di m2 per grammo di sostanza) disponibile ad ospitare ancora molecole d'acqua od altre molecole dotate di polarità naturale od indotta. Il processo di disidratazione-reidratazione è reversibile pressoché all'infinito e l’assorbimento di molecole polari avviene secondo una rigida "selezione" basata "in primis" sulle dimensioni delle molecole e, secondariamente, sul loro grado di polarità.
Il materiale viene sterilizzato in forno fino alla temperatura di 200°C per 20 minuti, la parte più fine e polverosa ha un alto potere sterilizzante nei confronti delle patologie fungine (muffe e funghi).

CARATTERISTICHE CHIMICO-FISICHE
DEFINIZIONE: SILICATO DI POTASSIO, SO*** E CALCIO
Roccia vulcanica ad elevata capacità di scambio cationico e di assorbimento d’acqua in virtù del prevalente contenuto in minerali “tettosilicatici ” chabasite e phillipsite e della tessitura litologica;
COMPOSIZIONE MINERALOGICA QUALI-QUANTITATIVA in % con deviazioni standard) determinata ai Raggi X con metodo Rietveld-RIR (Gualtieri, 2000): chabasite 60 ± 5; phillipsite 5 ± 3; k-feldspato 4 ± 2; biotite 2 ± 1; pirosseno 4 ± 1; vetro vulcanico 25 ± 5;
CONTENUTO IN CABASITE [(Na0.14 K1.03Ca1.00Mg0.17)[Al3.46 Si8.53O24] 9.7 H2O] E PHILLIPSITE: 65 ± 5%;

ANALISI CHIMICA MEDIA: determinata mediante Fluorescenza X e perdita per calcinazione
SiO2: 52,0%
Al2O3: 17,0%
K2O: 6,1%
Fe2O3: 3,6%
CaO: 5,7%
Na2O: 0,6%
TiO2: 0,5%
MgO: 2,3%
H2O (Struttura persa al di sopra dei 120°C): 12,0%
MnO: 0,2%
P2O5: 0,3%
ELEMENTI PESANTI: quantità (ppm)ceduta per eluizione secondo la procedura IRSA-CNR (1985): Pb 10; As 5; Cd 2; Zn 20; Cu tr;
pH: 6,9 – 7,1
CAPACITÀ DI SCAMBIO CATIONICO ELEVATA: 2,1 ± 0.1 meq/g con spiccata selettività nei riguardi di cationi a bassa energia di solvatazione (NH4, K, Pb, Ba)
ELEVATA CRIPTOPOROSITÀ STRUTTURALE: dal 20 al 50% del volume del cristallo;
DISIDRATAZIONE REVERSIBILE: disidratazione (processo endotermico) - reidratazione (processo esotermico) reversibile all’infinito e quindi potenzialità di attenuare i picchi positivi e negativi del grado di umidità e della temperatura ambientale;
SETACCIAMENTO MOLECOLARE;
RITENZIONE IDRICA: 30-40% (p/p) a seconda della granulometria;
RESISTENZA MECCANICA;
PERMEABILITÀ;
DENSITÀ APPARENTE: 0,70 g/cm3 – 0,90 g/cm3 a seconda della granulometria.

CARATTERISTICHE FUNZIONALI E CAMPI DI UTILIZZO
Inerte naturale leggero, ideale per:
  • permette di ridurre le annaffiature del 30-40% grazie alle caratteristiche sopradescritte;
  • depurazione delle acque reflue;
  • substrato di radicazione (semine, talee, trapianti, colture fuori suolo e idrocoltura);
  • preparazione di terricci universali;
  • preparazione di terricci specifici (piante annuali, acidofile, piante grasse, piante da appartamento, tappeti erbosi…);
  • preparazione di terricci professionali per orto-floro vivaismo da esterno e per colture protette
  • ammendamento del terreno;
  • idrocoltura;
  • drenaggi;
Andrea Meriggioli non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 05-03-2015, 18:24   #2
maxbel
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Mi fa piacere Andrea che approvi questo terriccio è 2 anni che la uso!!!!!!!!!
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Vecchio 06-03-2015, 16:32   #3
Ocellatus
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costa abbastanza però rispetto alla pomice..se non sbaglio.
In passato l'ho usata per l'acquario !
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Vecchio 06-03-2015, 19:39   #4
suber
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Può' sostituire completamemte la pomice?
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orlj
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Vecchio 06-03-2015, 20:32   #5
Andrea Meriggioli
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La zeolite non è da confondere con la pomice nè quantomeno da paragonarla a questa in quanto sono substrati ben differenti.
La zeolite va usata in percentuale variabile dal 15 al 30% per un corretto utilizzo.
Andrea Meriggioli non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 06-03-2015, 20:46   #6
suber
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Grazie Andrea.
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Vecchio 11-03-2015, 06:47   #7
Silin
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Ciao Andrea, io la uso abitualmente da anni miscelata alla pomice, però faccio così: nella parte più profonda nel vaso faccio uno strato di drenaggio fatto solo di pomice pura, granulometria grossa. Nella parte centrale lo strato di coltivazione, granulometria media, molta pomice e poca zeolite, e nello strato superiore uno strato a granulometria fine di zeolite con poca pomice. (opero così sopratutto per mantenere più umida la pomice sottostante, che altrimenti si asciugherebbe prima). Ha senso questo modo di agire secondo te?
Silin non è in linea   Rispondi quotando
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