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Vecchio 16-06-2009, 20:04   #1
Andrea Meriggioli
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predefinito Stile eretto formale

STILE ERETTO FORMALE
Lo stile eretto formale è per certi versi lo stile più difficile da realizzare per la rigidità del suo design e per le sue linee formali e perfettamente bilanciate. Per questo non è per niente facile reperire le piante sulle quali sviluppare lo stile; forse la cosa più difficile è trovare un tronco dritto che si rastrema con una certa regolarità dalla base all'apice. Anche se si dispone di un tronco con tali caratteristiche, la posizione e la distribuzione dei rami è un altro problema da affrontare, ragione per cui la ricerca nei vivai non è poi tanto facile e spesso si può ricorrere a piantine ottenute da seme poiché permettono un'educazione che inizia quando il soggetto è giovane ed è allora possibile intervenire con più facilità.L'eretto formale è lo stile che si consiglia ai principianti per iniziare a cimentarsi con le regole che esso impone: la maggior parte delle caratteristiche dell'eretto formale porteranno man mano, senza accorgersene, agli altri stili‑base.


IL TRONCO
La sensazione di dominanza e di forza che trasmette questo albero è dovuta in larga parte proprio al tronco perfettamente dritto e verticale. L'ampia base si dovrebbe estendere in radici di superficie che si affrancano nel terriccio dando un senso di stabilità; poiché non vi è nessuna inclinazione né curva del tronco, il peso dell'albero risulta assai ben equilibrato su tutti i lati. È perciò necessario ottenere un esemplare con un buon apparato radicale di superficie che si estenda a raggiera, evitando solamente il fronte del bonsai. Spesso si riscontrano radici grosse in corrispondenza di grossi rami: questo è facilmente spiegabile dal fatto che la linfa tende a seguire una traiettoria verticale, quindi i rami principali dell'albero possono guidarvi nel posizionare e dirigere le radici di superficie. Si porrà il problema, a questo punto, di creare un nuovo apice. Per questo vi sono un paio di metodi abbastanza facili. Tagliate il tronco sino all'altezza di un ramo anteriore e posizionate quest'ultimo, con il filo, sulla stessa linea del tronco, oppure lasciate un piccolo moncone e legate il ramo a questo in modo da ottenere una linea perfettamente dritta dalla base all'apice. Il moncone verrà naturalmente rimosso dopo che il ramo avrà assunto la nuova posizione. L'altro metodo consiste nel creare un jin nella parte del tronco tagliato e questo diverrà il nuovo apice esaltando la conicità del tronco. Il jin creato all'apice contribuirà a dare vetustà al bonsai e un aspetto di sofferenza che evocherà eventi naturali drammatici. Del posizionamento, in generale, ne abbiamo parlato nella prima parte: vediamo qualche altro particolare. Se il ramo posizionato sul retro non è fra quelli laterali, un'altra sistemazione esteticamente valida può essere quella di avere il ramo posteriore situato al di sopra dei due rami laterali. L'unico posizionamento da evitare è quello in cui il ramo posteriore risulta più basso, poiché questo appesantisce la prospettiva del bonsai e rischia di far perdere il senso di profondità e quindi della prospettiva stessa. Come abbiamo visto, il primo ramo si deve trovare ad un'altezza un po' superiore ad 1/3 del tronco; se i rami sono posizionati più in basso si avrà l'effetto di un albero più corto di quanto in effetti non sia. Se i rami iniziano ad un'altezza maggiore, l'effetto sarà invece quello di un albero più alto e più slanciato. I rami posti sul retro del bonsai devono essere sempre più corti di quelli laterali poiché si andrà a rafforzare l'effetto prospettico e di profondità. Questo ritmo fondamentale, nell'eretto formale, dei tre rami ‑ laterali e posteriore verrà ripetuto nella lunghezza del tronco in maniera da ricalcare il ritmo creato nel primo "livello". Naturalmente i rami diverranno via via più corti e le distanze fra le impalcature si avvicineranno. Avvicinandoci all'apice si potrà impostare qualche piccolo ramo sul fronte affinché la cima del bonsai assuma forma conica. Il numero dei rami non dovrebbe essere l'altezza del tronco ma il volume della vegetazione sulle impalcature. Nel complesso, la visione dall'alto della ramificazione è simile ai raggi di una ruota, ognuno visibile e con una sfalsatura maggiore sul retro del bonsai. Il fogliame non dovrà iniziare dalla base del ramo e la parte inferiore di questo dovrà essere totalmente privo di vegetazione. Visto lateralmente, il ramo avrà una forma dritta o leggermente curva. Se la curvatura risulta eccessiva si avrebbe un contrasto con la linea dritta del tronco. La massa vegetativa del ramo, visto lateralmente, avrà il profilo di un lungo triangolo scaleno. Visto dall'alto, avrà un aspetto ovale, a uovo; a perla o triangolare con la base rivolta sempre verso il tronco. Per accrescere il senso di vetustà del bonsai, i rami saranno impostati con una certa angolazione verso il basso (in natura ciò è causato dal peso dei rami e della vegetazione e dalla neve che grava durante le stagioni invernali).



IL VASO
Ogni forma, ogni tipo di pianta, ogni dimensione richiede un vaso ed un colore ben definito. Nel nostro caso si può ricorrere ad un vaso rotondo o quadrato se la pianta è perfettamente simmetrica mentre si sceglierà un contenitore rettangolare od ovale se la pianta presenta qualche asimmetria. In linea di massima, vanno bene i vasi rettangolari. Omettiamo di parlare delle varianti delle scuole cinesi poiché il discorso ci porterebbe oltre e le caratteristiche dei cinque stili-­base verranno qui trattate secondo i canoni della scuola giapponese. È evidente che l'interpretazione data allo stile eretto formale va adattata alla visione di ogni bonsaista, al proprio stato d'animo, al proprio modo di vedere la natura e l'albero che si vuole educare. Alcune visioni personali che prima apparivano come delle trasgressioni, non sono più viste come tali poiché quello che più conta è la visione armonica ed equilibrata del bonsai.


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