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Vecchio 25-03-2013, 11:39   #16
Ros
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Sarebbe perfetto Ros cosi il tutorial fila liscio senza intoppi io provo a prepare il file in pdf
Non ci avevo pensato a quello... se fai un file in pdf abbastanza leggero da essere caricato possiamo lasciare tutto così e alla fine in prima pagina mettiamo anche il pdf consultabile senza commenti
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Vecchio 25-03-2013, 19:28   #17
d4N
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Originariamente inviata da Sicurezza Visualizza il messaggio
Sarebbe perfetto Ros cosi il tutorial fila liscio senza intoppi io provo a prepare il file in pdf
Ho cercato di risponderti al PVT relativo al PDF della guida, però mi dice questo:

Sicurezza ha scelto di non ricevere messaggi privati o potrebbe non essere abilitato a riceverli quindi non puoi inviarglieli.
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Vecchio 25-03-2013, 20:56   #18
Mirk0
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Non capisco pero è tutto abilitato per la ricezione amici friends administrator etc... ora faccio un log out e riprovo...
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Vecchio 25-03-2013, 23:22   #19
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CAPITOLO 1.2 - MENù - FILE/EDIT/IMAGE


Passando direttamente dal capitolo successivo ci troviamo col documento aperto e con la possibilità di iniziare a lavorarci sopra direttamente.

A questo punto andiamo a fare una veloce carrellata dei vari menù a disposizione e qual'è la loro funzionalità, analizzando le voci più interessanti.
Dico veloce perché in questo capitolo non si eseguiranno lavori ma solo una breve descrizione, dato per capire l'effettiva utilità di alcune voci è necessario eseguire determinate azioni.
Come potrete vedere anche voi PhotoShop ha opzioni e pulsanti ovunque, spiegarlo completamente significherebbe creare un forum a parte


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Nel primo settore ci troviamo le tipiche voci da applicazione Windows, ovvero il New e l'Open, che abbiamo già visto nel capitolo precedente.

A seguire ci sono Browse in Bridge e Browse in mini Bridge, in sostanza permette di cercare i propri file da editare tramite Bridge o la versione mini. Ma cos'è Bridge?
E' semplicemente un'applicazione strettamente collegata a PhotoShop che viene installata assieme ad esso, funge in sostanza da "Esplora risorse" per lui e permette di organizzare le proprie foto, eseguire dei batch e molte altre cose.
Personalmente non lo uso moltissimo dato che non lo trovo particolarmente comodo, tenente comunque presente che permette di creare anche PDF con molte foto e gallerie Web.

Passiamo a Open as SmartObject, usando questa opzione aprirà un file direttamente appunto come uno SmartObject. Cosa sia non è semplice spiegarlo, sarà più semplice vederlo direttamente coi Layer, per farla breve diciamo che se ad uno di essi applicate un filtro Blur (sfuocatura) il valore di esso verrà memorizzato nel suo layer e potrete variarlo anche in futuro, se non eliminarlo direttamente. Con un layer normale questa possibilità non c'è.
Altra cosa molto interessante è che uno SmartObject se ingrandito o ridimensionato non perde la sua qualità, cosa assolutamente fantastica.

Le varie opzioni di Close sono abbastanza intuibili e fanno semplicemente quello che dicono. Stesso discorso per il Save e il Save as.
Nella fase di salvataggio tramite il menù a tendina affianco a Format potremo scegliere il tipo di file, quindi se creare un progetto PSD (che terrà tutti i layer e le impostazioni per PhotoShop) o selezionare un tipo di file di immagine. Ovviamente di conseguenza verrà chiesto dopo che tipo di impostazioni e di compressione effettuare, più si abbassa la qualità e più diminuisce il peso del file e viceversa.

Il Save for web è una vera chicca, ma vi lascio sulle spine fino al capitolo dedicato al ridimensionamento delle immagini

A seguire troviamo il Place, in sostanza con un documento aperto se lo utilizziamo ci permetterà di inserire un'immagine integrandola direttamente come SmartObject.

Import ed Export comprendono alcune opzioni riguardanti essi, personalmente non li utilizzo mai e non so fino a che punto sarete costretti a ricorrervi.

Automate e Scripts inglobano alcune cose interessati, che in automatico risolvono determinate azioni che al contrario allungherebbero di molto il tutto. E' anche vero però che inizialmente è difficile che che ne abbiate bisogno, quindi siccome richiedono diverso tempo per spiegarli li salto direttamente.
Magari più avanti se è il caso ripescherò qualcosa.

File info serve per avere qualsiasi informazione sul file aperto, per esempio avete una foto da cui vorreste recuperare informazioni sul tipo di macchina utilizzata e obiettivo? Bene basta cliccare su questa voce e di base ci porterà direttamente in Camera Data, altrimenti basterà cliccare su questa scheda.

Print è per stampare, cliccandoci sopra vi aprirà la finestra per impostare la pagina e la stampante, per poi inviare il tutto alla stampa.

Exit invece è il pulsante dedicato all'autodistruzione della via lattea tramite un buco nero improvviso ...


EDIT

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Le prime tre voci, Undo, Step Forward e Step Backward, sono per tornare indietro e avanti con le modifiche effettuate. Modalità memorizzazione attivata: stampatevelo in testa per tornare indietro CTRL+Z

Cut, Copy, Paste, ecc. sono le tipiche voci da Windows, ovvero il copia, incolla, taglia, ecc., quindi stessi comandi usati solitamente, CTRL+C per copiare, CTRL+V per incollare e CTRL+X per tagliare.

Fill detto in maniera blanda serve a "riempire" il layer selezionato o una selezione al suo interno, dico così perché ha moltissime opzioni, una fra tutte il nuovo Content-Aware, che spiegherò successivamente.

Puppet warp, il Free Trasform e il Trasform sono tutte opzioni per modificare la dimensione del layer, come scalarlo, rotearlo, muovere un determinato punto, ecc.. Il primo però è abbastanza diverso, dato che aggiungendo dei punti permette di muovere letteralmente l'immagine come si preferisce (Puppet proprio da marionetta).

In questo menù in fondo troverete anche le Preferenze, quindi le varie opzioni di PhotoShop.
Piccola nota tecnicissima
Se avete una scheda video che supporta le OpenCL è il caso di vedere se PhotoShop la sta sfruttando, in modo tale da velocizzare molte operazioni, come i filtri e lo zoom. Per far ciò andate in Preferences -> Performance e sotto a Graphic Processor Settings potrete vedere se la scheda video è riconosciuta, deve esserci la spunta su Use Graphics Processor. Se cliccate su Advanced Settings potrete controllare se ci sono le spunte sulle prime tre caselle, in caso contrario selezionatele e fate Ok.
Se la vostra scheda non supporta le OpenCL tutto questo non sarà attivabile.


IMAGE

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Sotto a Image si nascondono tutti quegli aggiustamenti e oltre che avete nella quick bar Addjustment sulla destra.

Partiamo col Mode, questa voce ha un sotto menù e vi permetterà di impostare la modalità di colore dell'immagine. E' utile essenzialmente per la stampa dato che vi permetterà di passare per esempio dall'RGB al CMYK usato per la realizzazione di brochure, giornali, ecc. Per la stampante di casa va benissimo tenere l'RGB.

In Addjustment si apre un mondo
Vorrei evitare completamente di essere troppo tecnico, primo perché è un sito dedicato ai Bonsai e secondo perché per questo motivo dubito seriamente che molti di voi siano interessati a conoscere perfettamente ogni aggiustamento scrupolosamente.
Diciamo che si traducono un po' per come si presentano e fanno essenzialmente quello, certo alcuni diranno "si ma che significa Levels?" (da non confondere assolutamente con la traduzione italiana di PhotoShop Livelli, dato che per quelli intende i Layer ... ecco ho detto tutto ). Semplificando sempre diciamo che tramite i livelli potrete regolare nel modo migliore, seguendo un grafico, i punti più scuri di un'immagine e i punti più luminosi, con la possibilità di contrastarla o illuminarla di più.
Quasi tutti gli aggiustamenti permettono di lavorare sui vari canali, di base propone sempre l'RGB quindi il risultato lo vedrete direttamente su tutti, ma volendo potrete selezionare un canale in particolare, come il rosso o il verde.
Il Curve permette di fare un discorso simile, questa volta però agendo tramite appunto una curva, sulla quale potremo mettere infiniti punti e decidere in che modo illuminare o scurire l'immagine. Come potrete notare anche questa finestra presenta tre contagocce, se portate sopra il mouse noterete che fanno riferimento al punto nero, al grigio e al bianco. Utilizzandole potrete dire voi quali sono questi colori realmente nella foto, dato che spesso il bianco può apparire molto più slavato, così come il nero.
Tutti gli altri sono abbastanza intuibili, cercherò di fare dei mini tutorial poi quando parlerò dei layer in modo da farveli utilizzare, ma in ogni caso se volete iniziate a sperimentare.

Comunque come detto all'inizio poi ci sarà il capitolo dedicato agli Addjustment

I vari Auto sono perdonabili durante le prime letture di questa guida, successivamente saranno tassativamente vietati
In sostanza fanno automaticamente i vari aggiustamenti, ma spesso creano solo pasticci o non restituiscono una buona resa.

L'Image size permette di cambiare la risoluzione dell'immagine, quando selezionerete questa voce si aprirà una finestra, molto simile come voci al menù New.
Qui si divide fra Pixel Dimensions e Document Size, nella prima sezione si sceglie la risoluzione virtuale in pixel o in percentuale, nella seconda la dimensione reale di stampa. Potrete quindi selezionare l'unità di misura e la densità di pixel, di base è spuntata Constrain Proportions, il che significa che cercherà di mantenere le proporzioni dell'immagine, quindi modificando un valore automaticamente cambierà quello connesso nel modo migliore. Se provate a cambiare la Resolution portandola a 300 da stampa potrete vedere che modificherà solo la risoluzione virtuale, mentre quella reale potrete impostarla come preferite ma anche essa influenzerà ovviamente quella virtuale.

Il Canvas Size serve ad aggiungere spazio laterale all'immagine, tramite le freccine è possibile scegliere da che parte mentre attraverso i valori si imposta di quanto effettivamente. Nella parte superiore nel caso non ve lo ricordaste ci sono le misure attuali del vostro documento, secondo l'unità di misura impostata al momento nella finestra.

Ultima voce è l'Image rotation, ovvero torna utile quando bisogna girare un'immagine come spesso accade. In questo caso sarà: CW = Orario, CCW = Antiorario.
Il Flip serve invece a ribaltare l'immagine, in modo orizzontale o verticale.

Ultima modifica di Ros; 26-03-2013 a 19:59
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Vecchio 26-03-2013, 09:53   #20
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Caspita mi sa che ci ho messo troppo ad inviare il post ed è successo qualcosa con gli allegati

E' possibile risolvere in qualche modo?
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Vecchio 26-03-2013, 20:45   #21
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CAPITOLO 1.3 - MENù - LAYER/SELECT/FILTER/WINDOW


Si riparte ...



LAYER

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Per loro ci sarà un capitolo dedicato, ma andiamo comunque a vedere le voci più interessanti, anche se poi in realtà molte di queste cose se non tutte le farete tramite icone o shortcut.

Abbiamo la sezione New che ingloba tutte le voci relative alla creazione di un layer.
La prima voce è Layer, non farà altro che creare un nuovo Layer appunto trasparente e senza nulla all'interno. A seguire c'è Layer from Background, ovvero sbloccherà il layer iniziale permettendovi di interagire completamente con esso, infatti all'apertura il primo Layer presenta sempre un piccolo lucchetto che ne blocca alcune opzioni. Per fare la stessa cosa più velocemente basterà eseguire un doppio click sul layer stesso nella finestra dedicata ad essi.
Group layer e Group from layer servono per creare le cartelle per ordinare i layer, nel primo caso verrà creata una cartella dove poi voi dovrete aggiungere i layer, nel secondo verrà creata contenente già i layer selezionati.

Layer via copy e Layer via cut servono per creare un layer tramite la copia o il taglio, magari effettuati con una selezione o con altro precedentemente. In questo modo il layer avrà soltanto quella copia con il resto trasparente. Anche qui memorizzate il comando CTRL+J del Layer via copy

Layer style sarebbero le opzioni strettamente legate al layer in particolare, come l'ombra o il bump, ma siccome ci sarà un capitolo tratterò tutto in esso.

New Fill layer serve per creare un nuovo layer di riempimento, tipo un colore in particolare o una sfumatura.

New Addjustment layer fa esattamente la stessa cosa della finestra Addjustment che vedete sulla destra, infatti cliccando su queste voci andrà a creare un layer di aggiustamento. Noterete infatti che sotto questa voce ci sono molte di quelle che potete trovare in Image -> Addjustment.
La differenza è che facendolo tramite Image non farà altro che applicare subito l'aggiustamento al layer selezionato, modificandolo definitivamente, mentre nel secondo vi creerà un layer di aggiustamento che potrete modificare anche in futuro, se non eliminarlo direttamente senza inficiare il layer sottostante.

Flatten Image serve per unire tutti i layer assieme.



SELECT

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Per vedere queste opzioni bisognerà effettuare una selezione prima, quindi per far veloce premiamo il tasto M sulla tastiera e clicchiamo a caso sul foglio di lavoro. In questo modo avrete fatto una selezione, vederete un contorno tratteggiato che si muove. Non vi preoccupate approfondiremo le selezioni quando si parlerà degli strumenti.

Se cliccherete su All la selezione si espanderà a tutto il documento, mentre su Deselect toglierete la selezione. Per ripristinarla basterà cliccare su Reselect e per invertire la selezione cliccare su Invert.
Questi ultimi tre comandi, o almeno due di essi, li userete spessissimo, dato che in PhotoShop le selezioni sono un po' come i Layer, ovvero essenziali.
Quindi vi consiglio di impararvi questi shortcut: CTRL+D per deselezionare, Shift+CTRL+D per ripristinare la selezione e Shift+CTRL+I per invertirla.

Color range serve per fare una selezione tramite il colore, tipo se si vuole selezionare solo il rosso o il bianco, questo strumento lo permette. Basterà usare il contagocce per cliccare sul colore in particolare nell'immagine per poi usare il grafico per dirgli approssimativamente fino a che dettaglio arrivare. E' ovvio che non farà una selezione perfetta, dato che anche se ci sembra di vedere uno stacco perfetto fra un colore ed un altro in realtà da vicino sono sfumati fra i pixel.

Sotto a Modify è possibile modificare la selezione sotto alcuni punti di vista, per esempio arrotondando gli angoli, contraendola od espandendola, applicandogli una sfumatura ai bordi.

Transform selection serve a modificare la selezione, nel caso vogliate ingrandirla o diminuirla. Si basa però sul concetto di vederla quadrata, quindi se farete una selezione col lazzo (inteso lo strumento e non in maniera casuale ) ve la farà modificare secondo i quattro lati.



FILTER

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I filtri si usano per aggiungere effetti particolari o solo per migliorare l'immagine. Sotto a questo menù è possibile scoprire questo mondo, che racchiude dal Blur (la sfuocatura), al Noise fino a Lens Flare (l'effetto del sole sull'obiettivo).
Si usa un filtro quando c'è bisogno di intervenire sull'immagine, per esempio aggiungendo una unsharp mask per recuperare dettaglio o per ricreare determinati effetti.

Partendo dall'alto abbiamo la Filter gallery che altro non è che la galleria dei filtri, in questa finestra potrete osservarli tutti in dettaglio su cosa fanno realmente, almeno in modo approssimato, con un'immagine tipo e quindi poter scegliere quale applicare, settando direttamente i parametri.

Lens correction permette di andare a sistemare l'imperfezione che spesso provocano gli obiettivi dando un effetto sferico alle foto. In questa finestra potrete cercare la vostra macchina fotografica e l'obiettivo utilizzato o altrimenti cercare di sistemarlo manualmente.

Liquify permette di ritoccare l'immagine come se fosse "liquida", impostando nel modo adeguato le opzioni potrete spostare alcune parti dell'immagine senza lasciare tracce evidenti. Non è semplice da usare come strumento, ma alle volte permette di fare modifiche interessanti.

Oil paint è un effetto che vi aiuterà a trasformare un'immagine in un dipinto creato con le tempere ad olio

Vanishing point, spero di ricordarmi, ve lo spiegherò assieme al Clone Stamp

Da qui in poi partono decine di filtri, inutile stare a spiegarveli uno a uno, anche perché in questi programmi di grafica non c'è una via giusta per fare le cose. Io per sfuocare potrei usare mille modi, non per forza sono costretto ad usare il filtro blur
Quindi la cosa che vi consiglio è di aprirvi un'immagine, aprire la Filter gallery e passarveli tutti, così vi fate un'idea base.



WINDOW

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Workspace come avevamo detto permette di passare da un workspace all'altro, di salvarli o di cancellarli. Io personalmente tengo sempre lo stesso, non ho mai avuto l'esigenza di doverlo cambiare.

Nella parte sottostante troviamo tutte le finestre attivabili in PhotoShop, quelle spuntate sono già presenti nell'interfaccia mentre le altre potrete attivarle nel caso vi possano tornare utile. Tutte le finestre sono ancorabili all'interfaccia, basta trascinarle e lasciarle quando vedete la lineetta azzurra.



Bene, ora dopo questa velocissima carrellata dei menù possiamo addentrarci con gli strumenti. In questo caso li unirò con le loro opzioni, guardandoli uno a uno, o per lo meno quelli più utilizzati.
Al prossimo capitolo!

Ultima modifica di diego; 25-04-2013 a 11:27
d4N non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 02-04-2013, 18:27   #22
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CAPITOLO 2.1 - STRUMENTI - BLOCCO I

Continuiamo con gli strumenti, grazie ai quali potrete agire attivamente sulla modifica delle vostre immagini.

Ecco come si presentano:

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Seguendo la numerazione nell'immagine:

1 - Si tratta del Move tool (V sulla tastiera), serve a muovere gli oggetti presenti nel vostro documento, tutto quello che è nel riquadro centrale. Quindi quando vorrete muovere qualcosa vi basterà selezionare questo tool ed usare il mouse o le frecce della tastiera per farlo;

2 - Qui ci sono le selezioni per "forme" (M), ecco il sotto menù (per attivare i sotto menù tenete premuto il mouse e spostatevi nel sottostrumento che cercate):

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Potrete scegliere fra una selezione quadrata, una rotonda, a riga orizzontale e a riga verticale. Ma cos'è una selezione?
In sostanza vi capiterà di dover intervenire in una zona in particolare del vostro layer, per esempio selezionando solo le foglie di una pianta o solamente un ramo in particolare. Grazie alle selezioni questo è possibile, quindi tutto ciò che sarà all'interno di essa farà parte della selezione e verrà influenzato da ciò che farete (es. applicazione di un filtro), mentre la parte esterna rimarrà come prima.
Tramite le selezioni è possibile fare moltissime cose, dandoci quindi la possibilità di scegliere su cosa intervenire in dettaglio anche sul singolo layer, discorso che poi ci porterà alle maschere sugli stessi.

3 -Parliamo sempre di selezioni ma questa volta con una libertà maggiore (L), infatti si dividono in questo modo:

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Il primo è la selezione con lazzo, in sostanza tramite il mouse dovrete fare una selezione che al termine tornerà al punto di partenza, con risultati abbastanza approssimati, si può utilizzare per fare cose velocissime che non necessitano di cura. Il secondo è la selezione a lazzo poligonale, è sulla stessa linea del precedente ma questo si sposterà da un punto all'altro con linee dritte, quindi cliccando di volta in volta potrete creare la selezione, per poi concludere cliccando sul punto iniziale.
L'ultima è il lazzo magnetico, in poche parole nel momento in cui attiverete la selezione con questo strumento lui cercherà di seguire la linea di pixel che voi gli indicherete, tipo il contorno di una foglia, aggiungendo in modo autonomo i punti necessari.
Queste tre selezioni sono molto grossolane e vanno utilizzate solamente per fare cose che non richiedono un certo dettaglio, dato che per avere un risultato tale richiedono un utilizzo troppo minuzioso;

4 - Rimaniamo sempre sulle selezioni, ma questa volta in una via più automatica:

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Il primo strumento è il quick selection tool (W), tramite questo strumento applicherà una selezione automatica cliccando sulla zona interessata, ovviamente lo farà nelle sue possibilità.
Per tutte le selezioni, una volta attivate, se per caso dovete aggiungere zone o toglierle basterà tenere premuto Shift per aggiungere e Alt per togliere assieme al click del mouse.
La bacchetta magica è uguale a come tanti altri programmi, dove cliccate farà una selezione in base ai pixel simili dello stesso colore;

5 - Sezione dedicata al crop:

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Il primo strumento è il crop vero e proprio (C), serve a tagliare l'immagine come ci serve, per esempio prendendo solo una parte di essa ed eliminando direttamente il resto. Nelle opzioni di questo strumento, ovvero la barra superiore, potrete scegliere la dimensione esatta del crop, mettendo nei due campi divisi da una x il valore che ci serve e l'unità di misura. Esempio se volete fare un crop da 200x300 dovrete scrivere 200 px da una parte e 300px dall'altra (px = pixel, cm = centimetri, mm = millimetri, ecc.), a quel punto indifferentemente da come lo scalerete il crop l'immagine finale avrà quelle dimensioni.
Il secondo è il crop tramite la prospettiva, ovvero mettiamo il caso ci fosse un poster su una parete, fotografata di lato, tramite questo tool basterà selezionare i quattro angoli e dargli l'ok. Automaticamente lui cropperà l'immagine e la trasformerà in frontale, come se fosse stata scattata davanti al poster, eliminando il resto;

6 - Qui si racchiudono vari strumenti:

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Selezionabili tramite I, abbiamo l'eyedropper tool (il contagocce), utile a riprendere un colore in particolare già presente nell'immagine, basterà quindi cliccare sopra di esso per averlo impostato come colore.
Il color sampler tool ci permette di selezionare un limite di quattro punti per avere informazioni riguardanti il colore presente in esse, più altri dettagli.
Il ruler tool permette di fare una cosa molto interessate, se per caso avete un'immagine storta vi basterà usare questo strumento seguendo la linea dell'immagine che dovrebbe essere orizzontalmente dritta. A questo punto nelle sue opzioni cliccate su Straighten Layer e magicamente raddrizzerà l'immagine, aggiungendo del trasparente nelle parti mancanti, a questo punto vi basterà croppare l'immagine per completarla.
d4N non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 09-04-2013, 22:09   #23
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CAPITOLO 2.2 - STRUMENTI - BLOCCO II


7 - Iniziamo con gli strumenti di ritocco, la parte più interessante, ecco i sotto strumenti:

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Questi strumenti permettono di andare ad eliminare alcune imperfezioni dell'immagine prendendo come riferimento una parte simile sprovvista di esse.
In sostanza è sulla stella linea dello stampo clone, per chi già conosce lo strumento, ma il tutto viene calcolato al momento e sfumato nel modo ottimale, nei limiti del possibile.
Lo Spot Healing Brush Tool (J) sarà uno dei primi strumenti a lasciarvi a bocca aperta
Prendete d'esempio una foto, magari un prato con degli oggetti sopra, vi basterà usare questo strumento come il tradizionale brush, colorando l'oggetto in questione e appena lascerete il mouse lui automaticamente cercherà di rendere quella zona simile ai pixel circostanti. Ricordate, le cose automatiche vanno bene se voi le mettete in condizione di andare in quel modo, altrimenti avrete un pasticcio totale.
Passiamo all'Healing Brush Tool, questo strumento per funzionare avrà bisogno che gli indichiate l'origine sui cui basarsi. Per far questo, sempre con un'immagine esempio ipotetica come quella di prima vi basterà tenere premuto ALT e cliccare in una zona del prato che volete replicate, a questo punto rilasciando ALT cliccate sull'oggetto. In questo caso potete continuare a cliccare utilizzando quella fonte, ma come vi sposterete dopo il primo click lui automaticamente sposterà la fonte mantenendo le stesse distanze. Questo tool è molto simile allo stampo clone, l'unica differenza è che quando rilasciate il mouse lui applica direttamente una sfumatura alla zona che si è clonata.
Con questi due tool cliccando col tasto destro si aprirà questo menù:

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Il size è la grandezza del puntatore, l'hardness è la sua opacità e lo spacing è la continuità dell'azione del pennello.

Il Patch Tool si usa sempre per eliminare difetti presenti in una zona che presenta le stesse caratteristiche, in questo caso mettiamo di avere una foto di un viso con un neo, basterà selezionare questo tool, tenendo premuto il mouse facciamo una selezione rotonda attorno ad esso e rilasciate, una volta creata cliccate al centro di essa e spostatela in una zona esente da imperfezioni ma simile alla zona iniziale e rilasciate.
Il Content-Aware Move Tool serve a spostare un oggetto da una parte all'altra, ricreando l'immagine sottostante in modo automatico. Ovviamente bisogna molto andarci cauti, PhotoShop è fantastico ma non ha poteri paranormali, quindi ovviamente darà un risultato molto approssimato, da sistemare. Per utilizzarlo fate esattamente la stessa cosa del Patch Tool, cercando però di stare il più vicino ai bordi dell'oggetto, questa volta però quando andrete a spostare la selezione assieme al mouse si sposterà anche l'oggetto e appena rilascerete la zona iniziale sarà "ricreata" simile all'ambiente circostante.
Il Red Eye Tool vi viene incontro esclusivamente per quando vi capita l'effetto occhio rosso nelle foto sparate col flash, selezionando questo tool vi basterà cliccare sugli occhi per vederli sistemati subito. Funziona quasi sempre, alle volte non riesce a capire dov'è l'occhio, ma capita con le foto a bassa risoluzione.

8 - Siamo arrivati al brush, lo strumento base per disegnare:

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Il primo è il Brush Tool (B), cliccando col tasto destro si aprirà questo menù:

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Size e hardness sono i soliti, ovvero grandezza e opacità, sotto di essi poi ci sono i vari tipi di pennello, con scritto sotto di essi la dimensione di base settata che comunque potrete andare a cambiare. I pennelli con l'icona simile a pennelli, matite e airbrush sono dedicati alle tavolette grafiche, in particolare a quelle con la rilevazione dell'inclinazione della penna, permettendo di disegnare proprio come su un foglio reale.

Proseguiamo con il Color Replacement Tool, sempre utilizzando ALT+Click andiamo a selezionare il colore da utilizzare come fonte, dopo di che cliccando col mouse andiamo letteralmente a colorare il colore sostitutivo nella zona che vogliamo modificare, quindi andando a sostituire il colore iniziale con quello della fonte.

9 - Eccolo, è lui, il famoso Clone Stamp Tool (S):

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Arrivati a questo punto penso abbiate capito che molti strumenti di PhotoShop funzionano sulla linea del prendere una fonte e usarla per modificare. Anche questo tool si basa sull'utilizzo dell'ALT+Click, ma in pratica non farà altro che copiare pari pari la zona indicata da noi.
Cliccando col tasto destro avremo queste opzioni:

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Esatto, sono le stesse del Brush
Il consiglio che vi do è quello di utilizzare questo tool con una percentuale di opacità molto bassa, in modo da sfumare molto e non fare una clonazione netta, tipica nei fotomontaggi fatti coi piedi.

10 - Il pennello history:

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Letteralmente chiamato History Brush Tool (Y), in pratica tramite questo pennello andrete indietro con la storia delle vostre azioni, quindi senza riportare tutto il layer ma solo quella zona da voi pennellata. Credo sia molto meglio gestirsi coi layer ...

11 - La gomma:

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Primo strumento è il l'Erase Tool (E), la tradizionale gomma da cancellare, utilizzandola cancellerà il layer, mostrandovi quelli sottostanti.
Il Magic Eraser Tool funziona in stile bacchetta magica, ma in questo caso cancellando invece di creare una selezione.

12 - Arriviamo ai riempimenti:

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In ordine c'è il Gradient Tool (G), in pratica serve a fare dei riempimenti graduali, da un colore all'altro. Nella barra delle opzioni superiore vedrete queste impostazioni:

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Dove vedete il colore sfumato potrete scegliere se cambiarlo direttamente o selezionare altri (aberranti) preset già creati gentilmente giù in ditta da Adobe.
Affianco ci sono i tipi di sfumatura, ovvero: Linear Gradient (la sfumatura tipica da un colore a un altro lineare), Radial Gradient (la sfumatura a sfera, partendo dal centro fino all'esterno), Angle Gradient (una sfumatura tipo il radial ma con un angolo netto), Reflected Gradient (una sfumatura colore A-B-A per farvi capire) e Diamond Gradient (tipo il radial ma con i lati romboidali).
Per utilizzare il gradient quindi dovrete semplicemente cliccare col mouse, tenere premuto e spostarvi fino a dove volete la gradazione, per poi rilasciare il mouse (tenendo premuto Shift lo farà dritto)

Continuiamo con il Paint Bucket Tool, il tipico secchiello per riempire, userà il colore selezionato e vi riempirà totalmente il layer o la sezione con esso.

13 - Il blur:

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Blur Tool, passandolo in sostanza sfuocherà, può servire se avete fatto un ritocco e risulta troppo netto, magari gli addolcite i bordi.
Sharpen Tool, l'opposto dello strumento precedente
Lo Smudge Tool in pratica fluidifica, non proprio come il filtro Liquify ma in una versione molto blanda, soprattutto sfuocando al tempo stesso.

14 - Ultimi strumenti del blocco:

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Dodge Tool (O), selezionandolo nelle sue impostazioni potremo selezionare in range fra Shadows, Midtones e Highlitghs, andando quindi a fare un aggiustamento molto veloce e semplice direttamente pennellando dove ci serve, magari per schiarire le ombre.
Burn Tool, identico come impostazioni a quello precedente, ma scurisce invece di schiarire, utile per scurire molto velocemente appunto le zone troppo chiare.
Sponge Tool, sempre fra le sue opzioni, permette di saturare o desaturare semplicemente pennellando dove ci è utile.



Bon, ce l'ho fatta
Al prossimo blocco
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Vecchio 10-04-2013, 19:49   #24
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CAPITOLO 2.3 - STRUMENTI - BLOCCO III

E si riparte!


15 - Questa sezione è dedicata ai tracciati, grazie ai quali potrete fare la selezione più precisa e comoda da utilizzare, anche se maggiormente complicata e impegnativa:

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Partiamo col Pen Tool (P), per capire come funziona aprire una foto a caso dal vostro archivio. Come potrete vedere il puntatore si è trasformato in una punta di una stilografica, a questo punto possiamo partire a fare il tracciato. Partiamo in un punto a caso e successivamente clicchiamo dove vogliamo il secondo punto, in questo istante però sta a voi decidere se cliccare semplicemente e passare al terzo punto, creando una linea dritta, o cliccare e tenere premuto per dare una curva a quella parte di tracciato.
Provando qualche volta capirete come muovervi per fare la giusta curvatura, ma avrete notato che dal punto appena nato partono due linee con alla fine dei punti, grazie ad essi potrete modificare la curva appena creata. Per fare ciò dovrete tenere premuto ALT, cliccare sul punto alla sinistra del'ultimo punto del tracciato e muoverlo, vedrete subito cambiare la curvatura precedente.
Muovere l'asse del secondo punto, la linea alla destra del punto di selezione, inficerà invece la partenza del prossimo punto del tracciato che andrete a creare.
Una volta tornati all'origine basterà cliccare sul primo punto per chiudere il tracciato (viene un pallino tipo ° affianco al puntatore).
A questo punto avete un tracciato, che rimarrà sempre memorizzato qui:

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La cosa interessante però è la possibilità di trasformare un tracciato in una selezione, quindi a questo punto vi basterà eseguire lo shortcut CTRL+Invio e magicamente vedrete il vostro tracciato trasformarsi in una selezione attiva.
Se preferite fare un tracciato con un sistema molto più veloce e meno dettagliato potrete usare Freeform Pen Tool, in questo modo basterà disegnare il tracciato chiudendolo finendo sul punto iniziale (sempre quando viene il ° sul puntatore).

Add Anchor Point Tool e Delete Anchor Point Tool servono appunto per aggiungere o togliere punti al tracciato appena creato, nel caso vogliate aggiungere curvature o togliere semplicemente dei punti senza rifarlo completamente.

Il Convert Point Tool serve a rendere i punti con angoli netti in punti curvati, semplicemente con questo tool attivo cliccate sul punto e tenendo premuto vi muovete nello spazio, rilasciando quando la curvatura sarà quella che desiderate.

16 - Arriva il testo:

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Horizontal e Vertical Type Tool (T) servono appunto per creare il testo, il primo in orizzontale e il secondo in verticale (anche se poi potrete ruotarlo come preferite).
Per partire a creare un testo potrete fare in due modi, o cliccate e poi iniziate a scrivere o altrimenti cliccate, trascinate creando un riquadro e poi iniziate a scrivere, in modo da creare un'area dedicata al testo.
Ecco la sua barra delle opzioni:

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Il primo pulsante, la T con le due frecce, serve a cambiare da orizzontale a verticale, nel caso cambiaste idea dopo averlo creato. A seguire c'è il menù a tendina per scegliere il font, ovvero il tipo di carattere, dove a destra c'è il nome e a sinistra una piccola anteprima.
A seguire c'è il menù a tendina relativo al tipo di testo, cioè se farlo in grassetto, obliquo, sottolineato, ecc.
L'icona Tt seguita dal campo col numero è la grandezza del font espressa in punti, qui potrete selezionare quanto farlo grande, digitandolo voi, selezionandolo dal menù a tendina oppure cliccando sull'icona Tt e tenendo premuto spostandovi a sinistra o a destra.
Proseguendo c'è il sistema di smooth del testo, ovvero come renderlo più gradevole alla vista, potete anche lasciarlo così che va bene per la maggior parte dei casi. Poi la giustificazione del testo, il colore dello stesso e il Wrap Text, per dargli effetti come la curvatura ad arco.

17 - Ecco il menù:

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Il Path Selection Tool (A) serve appunto per selezionare i tracciati, per muoverli, mentre il Direct Selection Tool serve per intervenire su di essi velocemente.

18 - Arriviamo alle formine

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Con questi strumenti (U) potrete creare le varie forme, come il rettangolo, il quadrato, il cerchio, la linea, ecc. Con le opzioni nel menù in alto potrete scegliere il colore interno, il contorno, il suo spessore, il tipo di linea e tutte le informazioni relative alla figura.
L'ultima di queste però riporta a degli shape con forme particolari, infatti selezionadolo (quello che sembra uno sputo ) sempre nelle opzioni superiori vi comparirà questa menù a tendina:

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Cliccate sulla freccina per aprire il menù e vi ritroverete tutti gli shape:

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Inizialmente, se non ricordo male, non li mostra tutti quelli disponibili, per fare in modo che sia così seguite questa procedura.
Sempre col menù a tendina aperto cliccate su quella piccola icona raffigurante una rotella meccanica:

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Ora cliccate su All:

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Vi farà questa domanda, cliccate Ok:

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Ed avrete tutti gli shape di base

Ricordate che comunque in PhotoShop potrete aggiungere moltissime cose, spesso gratuite in rete, come i brush, gli shape, alcuni plugin, ecc.


Altro blocco fatto

Ultima modifica di ziomimmo; 11-04-2013 a 09:50 Motivo: fatto!
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Vecchio 11-04-2013, 08:46   #25
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Caspita mi sono accorto di aver numerato l'ultimo capitolo come il penultimo, ovvero entrambi 2.2

Piccoli dettagli, però qualche mod potrebbe modificare l'ultimo in 2.3?

Grazie
d4N non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 11-04-2013, 18:34   #26
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CAPITOLO 2.4 - STRUMENTI - BLOCCO IV


Ultimo blocco...


19 - Questo menù racchiude due strumenti molto utili:

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Il primo è l'Hand Tool (H), in sostanza è il tool per spostarsi nel documento, nel caso abbiate eseguito uno zoom. Continuarlo a selezionare però vi farà soltanto venire il mal di testa, c'è un sistema mooooolto più veloce: premete la Barra Spaziatrice e tendola premuta cliccate muovendo il mouse e rilasciandolo. Finché sarà premuta il puntatore mostrerà una manina e potrete muovervi nel layer, lasciandolo tornerà il tool selezionato prima.
Il secondo è il Rotate View Tool (R) e serve a ruotare letteralmente la visuale, senza però modificare il documento. Può tornarvi utile se dovete eseguire dei ritocchi e non vi trovate bene con la visuale di base, in questo modo potrete girare tutto e intervenire come preferite. Quando vorrete tornare alla corretta inclinazione basterà cliccare su Reset View nelle sue opzioni.

20 - E' la famosa lente di ingrandimento, ovvero lo Zoom Tool (Z). Ci sono tre modi per zoomare:
- usando la rotella del mouse (però con un risultato a step invece che fluido);
- selezionando lo Zoom Tool, cliccando sull'immagine e tenendo premuto spostandosi col mouse;
- usando lo shortcut CTRL+Spazio o ALT+Spazio e cliccando e tenendo premuto col mouse, muovendolo;

21 - Siamo arrivati alla selezione del colore, PhotoShop permette di avere due colori selezionati, dando la possibilità di switchare fra i due senza doverli ricercare ogni volta.
Abbiamo quindi il foreground color e il background color, ma osserviamo le due piccole icone sovrastanti:

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La prima (1) serve ad impostare i colori base (D), ovvero il nero e il bianco (rispettivamente su foreground e background). La seconda (2) serve a switchare il colore in uso, quindi dando la possibilità di alternare fra i due colori velocemente (X).

22 - Edit in Quick Mask Mode (Q), serve a creare una maschera di selezione, ovvero abilitando questo tool ed usando per esempio il pennello (in realtà si può combinare con moltissimi strumenti) e andando a dipingere, con il nero selezionato, noterete che comunque il colore restituito sarà sempre il rosso. Questo perché tutto ciò che sarà al di fuori del colorato quando ricliccherete su Edit in Quick Mask Mode si trasformerà in selezione.
E' un modo comodo per creare una selezione con calma, facendo attenzione ai dettagli, in realtà però per utilizzarla bene bisogna saperla combinare con gli altri strumenti.

23 - (Sò che non c'è, ma sarebbe l'ultima icona ) Serve per cambiare la visualizzazione di PhotoShop, continuando a cliccarla aumenterà lo spazio fino al full screen, per poi tornare a rotazione a quella iniziale.
Usate lo shortcut F per farlo velocemente, continuate a premere quel tasto per tornare alla prima visualizzazione.


Prossimo step i layer, così gli addjustment vi verranno più semplici da utilizzare
d4N non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 11-04-2013, 22:13   #27
Andrea Meriggioli
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non ha nemmeno senso continuare a rispondere per farti i complimenti e ringraziamenti
Andrea Meriggioli ora è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 11-04-2013, 23:08   #28
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Figurati, grazie mille

Anzi ho bisogno dei vostri feedback, io rileggo e mi sembra tutto chiaro, però so anche che conoscerlo già è una cosa, dover imparare da zero è un'altra
Magari do per scontate cose che in realtà potrebbero essere difficili da capire.

Comunque ho già in testa vari tutorial da scrivere poi per mettere tutto in pratica
d4N non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 14-04-2013, 13:42   #29
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CAPITOLO 3.1 - LAYER - PARTE I


Per iniziare a parlare dei layer dobbiamo ovviamente creare un file nuovo, quindi vado tranquillo perché avendo già letto le parti precedenti lo saprete sicuramente fare

Parlo di file nuovo perché aprendo un'immagine la situazione iniziale cambia leggermente, quindi vi metto a confronto le due prospettive.

Con la creazione di un nuovo documento:

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Come potete vedere creando un nuovo documento il layer iniziale è già creato come tale, senza restrizioni e pronto all'uso.

Al contrario aprendo un'immagine:

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Il layer di base sarà impostato come background e bloccato con il lucchetto. Questo vi permetterà di fare comunque moltissime cose, ma per avere una libertà totale potrete anche sbloccarlo.
Per far ciò basta semplicemente cliccarci sopra due volte, vi verrà fuori questa finestra:

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Altro non è che la finestra di creazione di un layer, dove potrete dargli un nome se volete, un colore nella sezione layer e il metodo di fusione con i layer sottostanti. Tutte queste opzioni potrete cambiarle successivamente quando vorrete, quindi non preoccupatevi e cliccate semplicemente Ok.

A questo punto ci troviamo col primo layer su cui lavorare, ma andiamo ad analizzare l'interfaccia e i vari pulsanti:

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In ordine:

1 - Serve per filtrare i layer e mostrare solo quelli secondo i canoni che gli impostiamo, può tornare utile se si lavora su moltissimi layer, ma personalmente, soprattutto utilizzando le cartelle, non l'ho mai utilizzato;
2 - Qui troviamo un menù a tendina contenente i metodi di fusione, questo serve per combinare i layer per ricreare determinati effetti o avere certi risultati. Solo con l'esperienza diretta si può capire come utilizzarli, una cosa che vi posso dire è che alle volte si utilizzano anche al di fuori di quello per cui sono nominati, in PhotoShop in realtà tutto si combina secondo il vostro volere, non c'è mai una via migliore. Affianco troviamo l'opacità del layer, al 100% il layer sarà visibile completamente, allo 0% invisibile.
Ovviamente queste impostazioni sono relative al layer in particolare, quindi per cambiarle dovrete prima cliccare sul layer che volete modificare e in seguito agire su queste opzioni;
3 - Questo blocco include le opzioni per bloccare i layer secondo determinati canoni, mentre al suo fianco troviamo il fill, che funziona sulla stessa linea dell'opacity, sempre giocando con le percentuali;
4 - In questo spazio si impileranno i vari layer, gli addjustment, le cartelle, ecc. Come avevo detto inizialmente qui l'oggetto più in basso viene inficiato da quelli sopra di esso, quindi se avrete quattro layer quello più in basso, verrà influenzato dal terzo, poi dal secondo e infine dal primo. Ovviamente se non sono presenti trasparenze il primo layer sovrasterà tutto e non sarà visibile nulla di quelli sottostanti, stesso discorso per gli altri;
5 - L'ultimo blocco racchiude quei tasti di azione sui layer, partiamo con l'fx che permette di aggiugere degli effetti al layer, come l'ombra esterna/interna, il bump mapping, il contorno, ecc. Cliccando su di esso si aprirà un menù che vi farà scegliere che voce andare a modificare. Potrete fare la stessa identica cosa cliccando due volte sul layer e quindi aprendo la finestra Layer Style.
Affianco troviamo il pulsante Add layer mask, serve ad aggiungere una maschera sul layer in particolare, per farvi capire come utilizzare questa funzione vedremo in dettaglio successivamente.
Seguono gli adjustment, qui troviamo i vari aggiustamenti da applicare all'immagine, selezionando uno di essi tramite questo menù creerà un layer di aggiustamento che andrà ad impilarsi con gli altri.
L'icona con la cartella serve a creare i gruppi, in sostanza cartelle dove organizzare i layer, cliccando su di essa verrà creata una cartella fra i layer dove trascinadoli potrete aggiungerli ad essa. E' molto utile per organizzarli e tenere in ordine il tutto, soprattutto quando iniziate ad averne diversi che interagiscono fra di loro.
Continuiamo con il Create new layer, con l'icona simile a un foglio con l'angolo piegato, cliccandoci sopra verrà creato un nuovo layer completamente vuoto e trasparente su cui iniziare a lavorare.
L'ultima icona, il cestino, serve a cancellare i layer selezionati, anche se farete sicuramente prima usando il Canc sulla tastiera;


Ora andiamo a vedere in dettaglio la zona con i layer, le sue icone ed impostazioni:

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In questo caso partiamo con due layer di esempio, giusto per studiare la situazione. Come vedete sono impilati e in questo caso è selezionato il primo, dato che il suo colore è sull'azzurro piuttosto che sul grigio, segno che è lui quello attivo.
Per rinominarli, nel caso vogliate ricordavi subito cosa contiene quel layer, basterà cliccare due volte sul suo nome, attivando la modifica del testo. Se farete questa operazione qualche pixel più in là aprirete la finestra del Layer Style, quindi dovrete essere esattamente sul suo nome.
L'occhio sulla sinistra, presente su ogni layer, serve a attivare o disattivare la sua visualizzazione, quindi renderlo visibile o meno nel documento. Potrete quindi attivarli o disattivarli a vostro piacimento, salvando il file come vi serve ma avendo sempre a disposizione quel layer in particolare.
Ora facciamo tasto destro su un layer a caso:

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Il menù che si aprirà conterrà tante voci, molte delle quali non selezionabili, questo perché la loro disponibilità è strettamente legata al tipo di layer in questione, che sia un layer normale, un testo, un adjustment, ecc.
In questo caso non starò a spiegare ogni voce perchè altrimenti bisognerebbe guardare ogni singolo tipo di layer e le sue opzioni annesse, magari con un tutorial proveremo ad analizzare alcuni di questi fragenti.
Vediamo però alcune delle opzioni disponibili, quelle basilari in sostanza. La prima disponibile è Blending Options ..., questa opzioni aprirà la finestra Layer Style all'interno della quale si potranno impostare una moltitudine di opzioni legate al layer in particolare, andiamo a vederle da vicino:

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Questa finestra si presenta con le varie schede sulla sinistra (con casella spuntabile per attivare o meno quell'effetto), zona centrale dedicata alle opzioni e parte destra con i pulsanti di conferma e di anteprima.
La prima scheda che si aprirà è quella dedicata al Blending appunto, quella che sovrasta tutte le altre e che in sostanza non si tratta di un effetto vero e proprio, ma del sistema di fusione del layer con quelli sottostanti, la sua opacità, il riempimento, ecc.
A seguire iniziamo col primo effetto (negli altri PhotoShop l'ordine è diverso, ma sono identici sugli altri aspetti), ecco il Bevel & Emboss:

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Questo effetto, cercando di tradurlo, sarebbe l'effetto rilievo, ovvero come dare quella sensazione che l'oggetto abbia effetti di luce e di ombra, come se fosse una specie di 3D.
Le opzioni dei vari effetti sono tutte molto simili, ci si muove sempre fra slide e menù a tendina, con nomi dei campi piuttosto simili. Qui il consiglio che vi do è di pasticciare con le opzioni per capire visivamente cosa fanno e come si comportano.
Questa scheda si divide in due, nella parte superiore c'è la Structure, dove potrete scegliere lo stile del bump, la tecnica di sfumatura dei bordi, la sua profondità, se verso l'esterno o internamente, la sua profondità e infine il livello di sfumatura dei bordi.
Nella seconda parte c'è lo Shading, qui potrete intervenire proprio sull'angolazione del bump, infatti dove vedete quel cerchio affianco a Angle , muovendo il + sopra di esso vedrete cambiare la visualizzazione del bump sul layer. Come potrete notare di conseguenza cambieranno anche i valori numerici sulla destra, infatti volendo potrete modificarli voi secondo determinati numeri precisi. Il primo valore indica l'angolazione del punto, per esempio vediamo il cerchio come un orologio, se imposterete 90 nel primo campo il+ si metterà alle tre di esso. Il secondo valore invece indica lo spostamento di esso sul raggio del cerchio, quindi mantenendo il valore di prima si sposterà solo dall'esterno verso al centro.
Se l'opzione Use Global Light sarà selezionata lui applicherà queste impostazioni, riguardanti questo cerchio e i suoi campi annessi, a tutti i vari layer, mentre se lo deselezionerete le impostazioni settate in questo effetto riguarderanno solamente lui.
Affianco a Gloss Contour troviamo un menù a tendina che permette di scegliere alcuni preset già creati o di crearne di nuovi relativi al tipo di brillantezza del contorno, per dare un effetto di bump magari più lucido che opaco. Di seguito troviamo l'opzione Anti-aliased, nel mondo dei PC quando si parla di anti-aliasing si intende la tecnica per migliorare le linee oblique ed evitare che vengano visualizzate scalettate invece che perfettamente dritte.
A seguire potremo scegliere il colore del riflesso più chiaro, di quello più scuro, le loro opacità e il loro metodo di fusione con il layer stesso.
Per vedere tutte queste modifiche in tempo reale dovrete spuntare la casella Preview nella parte destra della finestra (di base già spuntata), utile per vedere l'applicazione dell'effetto direttamente.
Il Bevel & Emboss è l'unico che sotto di esso ha altre due schede, ovvero il Contour e il Texture, il primo andrà ad intervenire esclusivamente sul contorno del bump mentre il secondo applicherà una texture a rilievo su tutto il layer, selezionandola tramite un menù a tendina (ce ne sono alcune di base, ma volendo è possibile aggiungerne altre).

Passiamo al secondo, lo Stroke:

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Altro non è che un contorno al layer, potrete scegliere la dimensione, il suo posizionamento, l'opacità e il colore di esso. Nel Fill Type: vi farà scegliere anche se lo vorrete con un colore, un gradiente o un pattern (ovvero un'immagine che si replica all'infinito).
Può essere utile se volete dare un contorno a un testo e dargli un effetto particolare, che non si confonda con lo sfondo.

Segue l'Inner Shadow:

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Impostazioni molto simili a quelle del Bevel & Emboss, si tratta dell'ombra interna del layer, creandovi quindi un effetto come se stesse guardando dentro a una scatola. Anche qui possiamo scegliere il metodo di fusione, il colore dell'ombra, la sua angolazione, se usare la Global Light, la distanza dal layer, il suo spessore (il choke, più è alto e più sarà netta) e il size, ovvero la grandezza e sfumatura. Nella seconda parte invece potremo scegliere se aumentare il Noise, ovvero invece di farla bella sfumata renderla più granulosa.
Le stesse impostazioni le troveremo con il Drop Shadow, ma questa volta si tratterà dell'ombra proiettata all'esterno.

Continuiamo con l'Inner Glow:

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Si tratta di un bagliore interno, ovvero un colore diffuso all'interno del layer, seguendo i bordi o partendo dal centro.
Come vedete le opzioni sono tutte molto simili fra i vari effetti, questo va a favore dell'interfaccia dato che in questo modo una volta capito il sistema potrete spostarvi da un effetto all'altro con agilità.
Di cose nuove troviamo l'opzione se scegliere un colore o una sfumatore come bagliore, la tecnica con cui farlo e la sorgente da cui partire, se ai bordi (Edge) o al centro.

L'Outer Glow è identico, ma come l'effetto di prima questo sarà esternamente invece che internamente.

Tocca al Satin:

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Opzioni che si ripetono, l'effetto satinato serve a dare una sensazione "plasticosa" lucida/opaca, potendo scegliere la sua inclinazione ed effetto sul layer. Dovrete giocare abbastanza sulla sua opacità, distanza e size per avere un buon risultato.

Il Color Overlay:

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Applica un colore che sovrasta interamente il layer, o per lo meno in base all'opacità impostata.

Stesso discorso per il Gradient Overlay, ma in questo caso invece di un colore unico sarà una gradazione scelta da noi. Così come il Pattern Overlay che applicherà un pattern su tutto il layer.

Bene, ora proviamo ad applicare uno di questi effetti e clicchiamo su Ok. In questo modo la finestra si chiuderà e torneremo all'interfaccia base, ma guardiamo i layer da vicino:

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Come potete notare al layer al quale avete applicato l'effetto si sono aggiunte delle icone, sulla sua stessa linea è spuntata la dicitura fx, ovvero che è stato applicato un effetto del [/b]Layer Style[/b] e di fianco ad essa troviamo la freccina per chiudere od espandere gli effetti applicati.
Sotto di esso vengono poi elencati appunto gli effetti applicati, in questo caso il Bevel & Emboss e l'occhiolino annesso per attivare o meno l'effetto direttamente da qui, senza dover rientrare nel Layer Style.

Ma continuiamo con il menù di prima:

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Abbiamo le opzioni Delete Layer e [/b]Duplicate Layer[/b], abbastanza intuibili permetteranno infatti di cancellare o duplicare il layer selezionato.
Convert to SmartObject serve a convertire il layer in un oggetto SmartObject, con le possibilità di modifica che avevo già elencato nei primi capitoli.
Il Merge Down unirà il layer con quello sottostante, il Merge Visible unirà tutti i layer con l'occhiolino spuntato e quindi visibili, mentre l'ultimo, il Flatten Image unirà tutto indifferentemente creandovi un unico layer (ovviamente quelli non visibili saranno ignorati).

A seguire troviamo una serie di colori, essi sono relativi al colore del layer nella sua finestra, servono solamente come ordine per identificare i layer di un certo tipo. Esempio potrete fare i layer di testo gialli, mentre le forme rosse, ecc. Nessuno vi costringe a farlo, serve solo per un ordine personale.

Ultimo aspetto riguardante appunto l'ordine, come dicevo basta questo per evitare di ricorrere in continuazione alla storia delle vostre azioni. Cercate sempre di ragionare utilizzando i layer, potete copiarli quante volte volete, fare cartelle, lasciarli disattivati, ecc.
La storia invece vi costringe a pensare entro quelle tot azioni, quindi di fare un lavoro timorato invece che lasciarvi andare a delle prove.

Proviamo ad organizzare dei layer, creiamone una decina, tutti uguali:

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Vecchio 14-04-2013, 13:45   #30
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CAPITOLO 3.2 - LAYER - PARTE II

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Bene, ora iniziamo un'ipotetica sistemazione, facciamo che i primi quattro sono dedicati al tronco della pianta, quindi andiamo a rinominarli come Tronco_01 e via dicendo, per far questo facciamo doppio click sul nome del layer e lo cambiamo:

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Bene ora facciamo la stessa cosa con gli altri, chiamando i prossimi quattro Foglie_01 (e via dicendo) e gli ultimi due Sistemazioni_01/02:

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A questo punto passiamo alla colorazione degli stessi, clicchiamo su Tronco_01 e tenendo premuto Shift clicchiamo su Tronco_04, come vedrete diventeranno tutti azzurrini e quindi selezionati, ora fate click col tasto destro e assegnateli il colore Orange, o quello che preferite:

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Bene, ora continuiamo con gli altri, facciamo i layer Foglie verdi e quelli Sistemazioni in blu:

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Già in questa situazione potrete notare come la colorazione aiuta notevolmente l'occhio a capire immediatamente quel layer cosa contiene, soprattutto se questo lavoro lo avete fatto voi secondo un vostro schema mentale (es. colorare determinati layer sempre dello stesso colore in ogni documento che create).
A questo punto aumentiamo ancora l'ordine e la semplicità dei layer creando delle cartelle, quindi andiamo a cliccare sul pulsante apposito sotto alla finestra dei layer:

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Verrà creata una cartella in questo modo:

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A questo punto rinominiamo anche questa in Tronco, sempre col doppio click:

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Bene, ora dovremo spostare i layer relativi al tronco in questa cartella, per spostare qualcosa nella finestra dei layer basterà selezionarlo, tenere premuto col mouse e spostarlo dove ci interessa, per poi rilasciare il mouse. In quel frangente quando appare la linea verrà inserito fra quei layer, in questo caso con la cartella dovremo farlo direttamente sopra di essa.
Quindi selezionato i quattro layer Tronco (click sullo 01, tenendo premuto Shift e poi click sullo 04), clicchiamo e teniamo premuto, ci spostiamo sulla cartella Tronco e lasciamo il mouse, ecco il risultato:

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Ora creiamo le cartelle Foglie e Sistemazioni, facendo la stessa cosa del passaggio precedente. Ricordate che se le cartelle vengono create in ordine diverso basterà semplicemente spostarle come i layer, quindi in finale dovremo avere in ordine partendo dal basso Tronco, Foglie e Sistemazioni:

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Ed avrete imparato a sistemare i layer in modo ordinato

Ora la cartella ha una priorità sul settaggio dei singolo layer, quindi come potrete vedere avrete la possibilità di espandere o chiudere la cartella cliccando su quel triangolino prima del nome. Potrete dirgli se visualizzare o meno i suoi layer cliccando sull'occhiolino o addirittura applicare un adjustment direttamente a tutta la cartella.

Bene, con questa base potrete già iniziare a sperimentare bene in PhotoShop, quindi iniziate a pasticciare un po'

Al prossimo capitolo tratterò gli adjustment
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