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Vecchio 08-07-2009, 23:25   #1
Andrea Meriggioli
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predefinito Stile prostrato e a cascata

STILE PROSTRATO E A CASCATA

Gli ultimi due stili dei cin­que di base che abbiano esamina­to sono quello prostrato (chiamato anche “se­micascata”) e quello a cascata; queste due interpretazioni della natura hanno una struttura completamente diversa rispetto agli altri stili. L'andamento del tronco non segue una direzione eretta ma tende a cre­scere e svilupparsi verso il bas­so, quindi lo sviluppo è oriz­zontale, parallelo al piano, per lo stile prostrato e verticale verso il basso per il cascata. Nello stile prostrato, se tracciamo una linea ideale dalla base del tronco fino all'apice, notiamo l'inclinazione di 45° rispetto al piano orizzontale. Normalmente il tronco del bonsai prostrato non scende molto al di sotto dell'orlo del vaso. Vi è una definizione che sostiene che un albero può es­sere classificato prostrato quan­do l'apice non va oltre il fondo del vaso; è accettabile, purché il vaso ‑abbia un'altezza media. Questo è il motivo per cui con­viene fare riferimento all'ango­lazione per definire lo stile. Lo stile prostrato è probabilmente quello che richiede maggior impegno per ottenere un buon equilibrio. Con gli stili eretto ed a cascata è generalmente più facile ottenere un ri­sultato di maggiore equilibrio grazie all'andamento verticale di questi tronchi in rapporto alla forza di gravità. Essendo il prostrato ad andamento essen­zialmente orizzontale, la forza di gravità esercita una trazione maggiore e di conseguenza l'al­bero deve avere un forte tronco di sostegno e grosse radici di superficie per ancorarlo e dare quindi una sensazione di stabi­lità. Per quanto riguarda la si­stemazione delle radici bisogna rifarsi allo stile inclinato, sep­pur con piccole modifiche. Proprio sotto la curvatura van­no formate radici dette a "struttura compressa" per l'azione delle forze compressi­ve. Nella parte opposta alla pendenza del tronco tuttavia vi è anche una forza di trazione simile a quella che si riscontra. nello stile inclinato: la forza preponderante sembra essere quella che si esercita verso l'al­to. Il peso della cascata esercita una forza verso il basso e verso l'esterno sul lato della penden­za, mentre sul lato opposto si esercitano forze verso l'alto e verso l'interno. Per potere con­trobilanciare queste forze le ra­dici di ancoraggio penetrano nel terriccio: sono estese e li­neari come nello stile inclinato, ma si immergono prima nel terreno.


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La linea del tronco e la struttura dei rami
Come detto innanzi, l'angolo della linea del tronco della semicascata deve essere di circa 45°. Visto dall'alto, l'apice della semicascata può scendere dal vaso in qualsiasi punto tra il piano della pendenza e circa 45° verso l'osservatore. Generalmente il bonsai a semicascata deve essere posi­zionato nel centro del vaso o leggermente spostato ferso il punto in cui l’apice ne supera il bordo. Nel progettare la sistemazione dei rami è opportuno ricordare quella di un eretto per poi immaginarlo piegato sino alla posizione orizzontale: la parte anteriore del bonsai eretto diviene ora la parte inferiore del prostrato. L’inviluppo della sezione orizzontale dovrebbe avere una forma ad ellisse e non circolare, e la punta – proprio come l’apice di un albero eretto – deve essere triangolare ed inclinata leggermente in avanti. Questa descrizione preliminare del prostrato può essere utile ma non essenziale, perché seguendo meccanicamente le istruzioni sulla sistemazione dei rami si rischia di ottenere una pianta dall'aspetto rigido, oltre che priva di equilibrio e di unità di design con il vaso. La grande difficoltà di impostazione consiste nel fatto che lo stile è essenzialmente orizzontale e, essendo difficile creare impalcature orizzontali, si rischia di ottenere un bonsai dall’aspetto piatto. La soluzione è di aggiungere curvature nella linea del tronco sia nel piano orizzontale, sia in quello verticale; ogni volta che si forma una curva si crea posto per una impalcatura ma, ovviamente, il tratto discendente non deve essere troppo lungo perché si otterrebbe un bonsai a cascata. L’aspetto di un bonsai prostrato può essere variato notevolmente lavorando sui diversi tipi di curvatura. Le curvature angolari ed acute conferiscono un aspetto coriaceo, rude, tipico di un albero esposto alle intemperie, mentre le curvature più dolci e blande creano un aspetto di eleganza non formale. Una volta scelto il design della linea del tronco, anche i rami devono seguire lo stesso stile. Un’altra difficoltà derivante dalla struttura essenzialmente orizzontale sta nel formare un apice di aspetto gradevole… e addirittura nel formare un apice. Nel bonsai prostrato gli apici possono essere posti in due diverse posizioni:

Ø ad una distanza pari a circa 2/3 del tratto orizzontale
Ø in una posizione tale da costituire un aprice di bilanciamento. Si tratta di un design che può essere molto bello per un bonsai prostrato, poiché questa posizione dell’apice aiuta a rendere uniforme ed a bilanciare il vaso con l’albero. In questa variazione di stile il ramo o la linea di tronco che forma la coda della cascata deve essere piuttosto forte per non assomigliare al ramo inferiore di albero eretto. Inoltre l’apice può essere ragionevolmente folto, ma non può essere né dominante, né eccessivamente alto da essere confuso con un bonsai eretto.

E’ molto importante per il senso della profondità prevedere dei rami posteriori nella silhouette, posizionandone uno nella prima impalcatura sl lato opposto alla pendenza. Inoltre bisogna prevedere dei rami più corti o delle impalcature che si estendano all’indietro dalla coda per impartire un maggiore effetto tridimensionale. Questo stile è molto versatile per quanto riguarda le specie vegetali utilizzabili: vi si adattano le conifere, le specie decidue e i sempreverdi. Presenta anche il vantaggio di non avere alcuna perdita di vigore nella coda, cosa che si riscontra di sovente nei bonsai a cascata.

Quali vasi scegliere? - Vediamo i tipi di vaso che possono essere utilizzati ed il loro effetto sulla silhouette.



  • da bassi a medi: ovali, rettangolari e di forma libera. Sono di complemento per la natura orizzontale dello stile ed impartiscono un effetto di leggerezza e quasi di esposizione al vento.
  • me***-profondi: rotondi, ovali, quadrati, rettangolari, esagonali, ottagonali. Questo tipo di vaso viene generalmente utilizzato per gli stili con impostazione meno esasperata. I contenitori me***-profondi, rotondi o quadrati sono i più utilizzati per i bonsai a semicascata.
  • Rotondi, quadrati, esagonali, ottagonali. Questo tipo *** vaso origina un netto contrasto tra i piani orizzontale e verticale. Si crea un forte contrasto che è indicato per gli alberi molto sofferti.
Il design a semicascata, interme*** tra le forme eretta ed a cascata, vostituisce uno stile *** transizione; grazie alle forme decisamente orizzontali, sembra librarsi tra il cielo e la terra sfidando la forza di gravità, effetto che non si può ottenere con nessun stile.






STILE A CASCATA
Lo stile a cascata richiede più degli altri una capacità di impostazione ed un design che rappresenti le condizioni difficili della natura e prende spunto dagli alberi nati sulle pareti di burroni e gole o scolpiti dai venti glaciali. In questo stile, una linea disegnata dalla base del tronco sino all’apice della coda forma un angolo che varia da 30° a 90° sotto il piano orizzontale.Questo stile si riscontra più di frequente nei bonsai cinesi piuttosto che in quelli giapponesi; parleremo quindi del metodo cinese utilizzato per impostare una cascata, sia per la bellezza dei risultati, sia perché si possono trasformare in poco tempo piante di vivaio in interessanti bonsai. I bonsai giapponesi nello stile a cascata hanno la tendenza ad avere un aspetto meno stilizzato di quelli cinesi: spesso hanno più di una coda, possono essere ricoperti da palchi vegetativi impostati con una forma più libera e presentano minori angolature. Un principiante può immaginare un bonsai a cascata come un eretto formale invertito: basta pensare all’albero eretto, con la parte anteriore girata da 45° a 90° ripiegato. La regola dei tre rami può essere ancora applicata in queste condizioni, però il ramo posteriore va posizionato di lato, oppure leggermente in avanti. Questo principio può servire come punto di partenza, ma devono essere effettuate alcune modifiche per rendere l'albero è interessante e meno rigido. Il tronco deve crescere vertic­almente verso l'alto, al disopra dell'orlo del vaso, sufficien­nente lungo affinché possa superarne l'orlo quando verrà posizionato per formare una cascata. Se dovesse toccare l'or­lo, la cascata assumerebbe un aspetto debole ed instabile. Questa prima piega del tronco deve necessariamente essere quanto più possibile stretta per aggiungere maggiore impulso alla natura drammatica dello stile. E’ opportuno educare il tronco in modo che vada leggermente all'indietro nella zona prima della piegatura. Questo accorgimento conferisce molta profondità all’esemplare. Nello stile a cascata cinese le angolature devono essere nette ed acute: aggiungeranno effetto drammatico, mentre le curve morbide non si accorderebbero con l’ambiente montagnoso e selvaggio in cui questo albero ha idealmente il suo habitat. Gli angoli possono essere creati in qualsiasi punto del tronco, e i rami principali devono essere posti sulla convessità delle curve; quindi conviene utilizzare i rami esistenti per stabilire i punti in cui formare gli angoli. Conviene inoltre variare le distanze fra gli angoli, riducendo queste ultime man mano che ci si avvicina alla punta della coda, che nondeve essere impostata in un singolo piano, poiché mancherebbe di profondità e di movimento. Gli elementi che costituiscono dominanza e linea sonotenuti in molta considerazione dai cinesi; ed il fatto che vi sia una singola linea formante la cascata (invece di molte code che scendono verticalmente come in alcune cascate giapponesi) significa che l'occhio dell’osservatore può seguire una linea ben definita. La dominanza di una singola linea crea una sensazione di forza e di impatto di grande suggestione. Per quel che riguarda la forma dei rami, innanzitutto bisogna decidere se si vuole o no una testa sulla cascata. Quando si dà forma ad un ramo della cascata, si inizia dall’alto (questo metodo è l’opposto di quello utilizzato nello stile eretto, in cui si inizia con i rami inferiori per continuare verso l’alto). Quindi se decidete di avere una testa di bilanciamento sulla cascata, incominciate da questa. Lo stile a cascata con una “testa” è chiamato dai cinesi “la foschia che si alza dalla cascata”. L’effetto viene esaltato con la tecnica cinese di potature “a nuvolette”; gli strati del fogliame vengono potati in modo tale da formare delle masse compatte e ben definite, che evidenziano la linea del tronco. Assumono insomma la forma di banchi di nebbia che si innalzano nei punti in cui il torrente cambia bruscamente il percorso nella sua precipitosa discesa a valle. Tali similitudini sollecitano la fantasia dell’osservatore ma, oltre all’effetto visivo, la testa della cascata contribuisce a creare effetto di stabilità e di equilibrio. Vista frontalmente deve avere forma di un triangolo schiacciato che può essere composto da più masse di fogliame o da una impalcatura singola. Attenzione a non impostarla troppo alta, perché finirebbe con il competere con la cascata invece di rafforzarne l’andamento. Il primo ramo della coda della cascata è costituito generalmente da un ramo dominante ed è spesso il ramo più lungo. Si deve ubicare in un punto di una grande piega del tronco; a volte la massa di fogliame di questo ramo può essere impostata in modo da attraversare il vaso per rompere la linea e rendere più interessante il design. Man mano che ci spostiamo verso la coda della cascata, altre impalcature devono essere sistemate sulla convessità di ogni curva e in avanti devono essere posizionati rami corti (come i rami posteriori in uno stile eretto); essi devono essere posti a metà distanza tra questi cambiamenti angolari. La coda deve essere formata da una impalcatura triangolare leggermente rivolta verso l’osservatore, come l’apice di un eretto informale. L’effetto globale deve essere in due triangoli: la testa formante un triangolo con l’apice che punta in alto e la cascata che forma un triangolo con l’apice verso il basso. La potatura di impostazione delle masse è molto importan­te; viste di lato dovrebbero ave­re la stessa forma delle masse descritte per lo stile eretto, e la parte inferiore dei rami deve essere libera. Guardando dall'alto, gli strati devono avere forma triangolare, ovale o a forma di pera con la parte più voluminosa vicina al tronco. Le cascate sono raramente esposte sul fronte (ossia con la coda rivolta verso l'osservatore) poiché gran parte della linea verrebbe nascosta; generalmen­te vengono osservati da una posizione a ¾ o di profilo. Le radici superficiali di una cascata devono, idealmente, bilanciare visivamente la compo­sizione e stabilizzare l'albero. A causa della forza di gravità che agisce sul tronco, le forze compressive agiscono sulle radici dal lato della inclinazione del tronco e il peso del tronco tende a tirare l'albero verso l'alto, sul lato opposto alla cascata. Quindi, sul lato opposto alla pendenza, la tensione delle forze produce l'effetto di radici che si immergono in tensione nel terreno. Però sul lato della cascata si svilupperanno radici compresse per resistere alla pressione delle forze agenti su quel lato. Abbiamo così forze contrapposte che si bilanciano. Vi sono diversi stili di cascata: può essere una cascata con una testa di bilanciamento e con la punta della coda direttamente in linea con l'apice della testa, o una cascata con una testa e con una coda diretta lateralmente. Vi è un'altra interessante variante che suggerisce la visione di un albero cresciuto in un ambiente molto aspro e difficile. Non vi è alcuna "testa" di vegetazione, quindi lo sviluppo della linea del tronco e l'aspetto della corteccia risultano di massima importanza. Spesso si può creare un buon effetto se jin e shari vengono utilizzati su queste piante. Dovrebbero esserci po­che impalcature mantenute compatte, con il fogliame ridotto al minimo. Inoltre i rami più lunghi dovrebbero essere posizionati sul lato in cui scende la cascata e la linea della cascata stessa dovrebbe gradualmente tendere anch'essa verso lo stesso lato: infatti l'albero in natura non ricrescerebbe verso la parete, ma verso l'esterno e la luce. Nell'habitat naturale questi alberi sarebbero modellati da frane o dalla neve che preme verso il basso e dalla tendenza a crescere verso la lu­ce; questi fattori formano l'albero orizzontalmente e leggermente rivolto verso l'alto. Il vaso per la cascata ha generalmente media o accentuata profondità; può avere forma rotonda, esagonale, ottago­nale o di qualsiasi altra forma equilatera. Per le cascate molto lunghe e stilizzate spesso un vaso molto profondo e stretto contribuisce ad esaltare l'aspetto interessante. Per le cascate si utilizzano generalmente vasi profondi, perché bilanciano il portamento dell'albero sia fisicamente che visivamente. Inoltre, nelle zone montane in cui gli alberi a cascata crescono na­turalmente, le radici affondano in profondità. I contenitori profondi rafforzano anche questi concetti. Generalmente la punta della cascata si trova al di sotto del fondo del vaso. L'unica accortezza sta nel verificare che la cascata non abbia la stessa lunghezza del vaso e il sostegno del vaso non abbia la stessa altezza del vaso né della cascata. Il posizionamento della cascata nel vaso è importante. Non piantate mai l'albero sul lato più vicino alla cascata, per non ottenere un aspetto di eccessivo peso in alto e la visione di un bonsai otticamente instabile. Al contrario, il tronco de­ve essere posizionato al centro del vaso o leggermente dalla parte opposta alla cascata. Se il vaso ha tre zampe, una di esse deve essere posta sotto alla coda della cascata. Per quanto riguarda la coltivazione, i bonsai a cascata spesso hanno difficoltà di drenaggio e di innaffiamento, spe­cialmente quando i vasi sono stretti e/o alti. Poiché l'evaporazione superficiale è scarsa, la perdita di acqua avviene sola­mente attraverso il drenaggio e l'assorbimento della pianta. Mentre in genere nelle piante in vaso la superficie del terriccio è piuttosto asciutta ed il fondo umido, se non innaffiate bene a fondo questi bonsai, rischiate di avere la parte superiore ben umida ed un fondo permanentemente secco. Per risolvere questi problemi studiate un'adeguata miscela del terric­cio: potete mettere sabbia grossa o ghiaia nel terzo inferiore del vaso ed una miscela sopra di essa, oppure usate una miscela sabbiosa per tutto il vaso; così facendo migliorerete il drenaggio. Accertatevi di innaffiare a fondo in maniera tale che tutto il vaso venga saturato d'acqua. Per accertarvi quando sarà necessario innaffiare nuovamente, toccate il terriccio in superficie ed anche quello del fondo attraverso il foro di drenaggio. Importanti sono anche il numero ed il diametro dei fori di drenaggio nel vaso: assicuratevi che siano sufficienti in rapporto all'altezza e alla larghezza del vaso (maggior drenaggio per i vasi più alti e stretti). Nello scegliere il materiale di partenza per creare la cascata vi sono alcuni punti da conside­rare. Costituisce un vantaggio il fatto che la specie abbia legno dolce e flessibile, poiché l'albero avrà più probabilità di resi­stere alle forti torsioni necessarie per impostare la pianta (i ginepri sono pieghevoli ed in particolare juniperus procumbens generalmente cresce prostrato, rendendo più facile lo stile a cascata. Anche i cotognastri danno risultati soddisfacenti, tutta­via richiedono più tempo per produrre un denso fogliame). Se volete creare una cascata con "testa", assicuratevi che vi sia un numero sufficiente di rami o sufficiente fogliame nella parte inferiore dell'albero. Bisogna scegliere un albero leggermente più lungo di quanto serve per la cascata perché, una volta impostato, la punta non cresce più e a volte addirittura perde vigore. Se l'albero è inizialmente più lungo e lo potate alla lunghezza voluta, vi sa­ranno spesso più fogliame e rami sui cui lavorare di quanti ne trovereste nell'apice naturale.



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