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Vecchio 08-07-2009, 23:05   #1
Andrea Meriggioli
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predefinito Stile a tronchi multipli

STILE A TRONCHI MULTIPLI
Un altro stile che prevede l'impiego di un gruppo di alberi è appunto lo stile a tronchi multipli (il kabudacbi, come lo definiscono i giapponesi) che classifica un bonsai con più tronchi i quali, alla base, in realtà sono un tronco unico con una radice unica. Questo stile è anche chiamato "a germoglio", termine questo che dà una idea forse più precisa, appunto, del bonsai educato in questa forma. Bisogna stare attenti a non confondere questo stile con quello a zattera (ikadabuki), poichè quest'ultimo, comprendendo anch'esso l'impiego di diversi tronchi, si origina invece da un tronco che nella realtà si è interrato a causa di eventi naturali ed i cui rami sono cresciuti verticalmente formando essi stessi dei tronchi. In natura la nascita di questi tronchi multipli è causata dalla presenza di molti semi cresciuti nello stesso posto, e che hanno fatto sviluppare diversi alberi che crescendo si sono fusi in un'unica base. Quando gli alberi della composizione sono molti (abbiamo visto esemplari che comprendevano anche una trentina di soggetti) non ha più importanza la regola che li vuole in numero dispari.
COME INIZIARE
Il materiale di partenza più adatto è quello naturale (come sempre la natura è il miglior "fornitore" dell'uomo) o la margotta. Per quest'ultima, si seleziona una pianta che radica facilmente e si margotta appena sotto ad una serie di rami cresciuti a raggiera. Quando la margotta ha radicato, si sistema in un contenitore capiente con un mix di terra ricco di sabbia senza eseguire alcun intervento, se non quello di calibrate fertilizzazioni per fare sviluppare vigorosamente la pianta. La prima operazione sarà quella di eliminare la parte centrale della pianta e modellarne il moncone per renderlo naturale: di questa potatura se ne avvantaggerà la crescita e l'irrobustimento dei rami. In appresso si applicherà il filo ai tronchi per indirizzarne la crescita che all'inizio sarà libera affinchè si sviluppi la ramificazione primaria e, in seguito, la secondaria. Dato che la silhouette di questo stile dovrà seguire, in linea di massima, le medesime regole che si applicano per le forestine e che comunque di tratta sempre di gruppi di alberi, si procederà tenendo conto che:
Ø vi deve essere un soggetto principale o anche un altro grande albero, secondario a quello principale
Ø la scelta del leader costituisce il punto principale di interesse per l'osservatore.
Ø le altre piantine costituiscono elementi sussidiari
Ø la base dei tronchi è disposta in forma radiale per avere profondità e senso prospettico
Ø la linea dei tronchi determinerà l'andamento del gruppo, le aree vuote e le impalcature della vegetazione
Ø la pianta principale e quelle poste sul fronte non devono avere rami bassi e quindi devono essere liberi dalla vegetazione
Ø i soggetti posti all'esterno devono avere maggiore vegetazione all'esterno e fogliame rado all'interno laddove si trovano gli altri tronchi.
LE VARIE POSSIBILITA'
Le varianti che si possono applicare nell'impostare i tronchi sono evidenziati dai disegni che seguono. Molto interessanti le composizioni nello stile battuto dal vento o literati. Dato che queste composizioni vanno sistemate in vassoi poco profondi o addirittura su lastre di pietra, l'apparato radicale deve occupare poco spessore, quindi attraverso opportuni trapianti e potature calibrate si ottengono radici molto piatte; si raccomanda un ancoraggio sicuro delle radici al vaso con opportune legature (specialmente quando i soggetti sono alti e robusti) che non danneggino i capillari: se del caso si può usare della rafia o materiale equivalente. Alla miscela di terriccio adeguata al tipo di pianta, si può aggiungere un pò di argilla se si deve formare una collinetta più accentuata o se il bonsai deve essere posto su una losa o pietra concava. Nel complesso quindi la composizione deve avere il classico profilo triangolare perciò ogni pianta altezza e diametro di tronco diversa dalle altre. Si raccomanda che l'inclinazione delle piante crei profondità, quindi quell'effetto prospettico essenziale alla buona riuscita del gruppo. Per quanto riguarda i rami, se create dei jin cercate di farlo anche in altri soggetti: non concentrateli soltanto in uno; non fate incrociare rami di un albero con gli altri. Non ponete alla stessa altezza rami di due piante, inoltre la veduta laterale deve essere identica a quella del fronte e le piante devono risultare inclinate leggermente in avanti.
LA SCELTA
Un'ultima cosa: per la scelta delle piante, al solito, non vi sono limitazioni particolari. Scegliete in natura piante cespugliose che meglio si prestano e comunque, quando margottate, scegliete soggetti che abbiano i rami abbastanza lavorati, "movimentati" e non rami dritti che esteticamente risulterebbero brutti. Le conifere o latifoglie a foglie piccole si prestano meglio restano per la costruzione, delle impalcature e la modellatura della vegetazione in generale; piante con fogliame grande non fanno risaltare l'andamento dei tronchi che appunto costituisce uno dei punti di interesse di questo stile.
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