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Vecchio 31-08-2010, 11:07   #1
Gian Piero
Cavaliere del Ducato
 
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predefinito FABACEAE

FABACEAE
La famiglia delle Fabaceae è composta da un gran numero di specie di piante in prevalenza erbacee, originarie delle regioni temperate e fredde, con pochissimi rappresentanti nelle regioni tropicali, per lo più ad habitus legnoso.
L'apparato vegetativo è spesso volubile o strisciante e le foglie, per lo più composte e quasi sempre alterne, possono essere provviste di viticci o cirri.
Alcune specie, poi, possono essere quasi prive di foglie, svolgendo i processi fotosintetici nel fusto e nei rami (Spartium junceum). I fiori sono spesso raccolti in infiorescenze a grappolo.
Il frutto è un legume con peculiari modificazioni morfologiche da un genere all'altro
L'importanza economica delle leguminose è grandissima e numerose specie sono utilizzate per l'alimentazione umana o come foraggio per il bestiame. Tra le prime la fava (Vicia faba), il pisello (Pisum sativum), il cece (Cicer arietinum), la lenticchia (Lens culinaris), ecc…

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http://www.life.illinois.edu/


Ceratonia
L’unica specie diffusa in italia è il c. silqua o Carrubo, albero rustico molto resistente al clima arido utilizzato sia come ornamentale che come albero da frutto (foraggio a basso costo).
Può raggiungere oltre 10 metri di altezza con chiome alte e semisferiche, dal portamento maestoso. Le foglie sono composte e alternate. I fiori femminili hanno un postillo lungo circa un millimetro di colore verde pallido mentre quelli maschili presentano cinque stomi portati da un filamento sottile di colore rosso-giallo.

c. siliqua [carrubo]
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Laburnum
Trattasi di un genere comprendente due specie (l. anagyroides e l. alpinum) di alberi di piccole dimensioni originari delle zone moltane prealpine e dei Pirenei.
Hanno portamento arbustivo, la corteccia è liscia, con rami espansi verdi scuri e ramoscelli penduli e pubescenti.
Le foglie (composte da tre foglioline) hanno un lungo picciolo, glabre superiormente e pelose inferiormente.
I fiori sono gialli, riuniti in inflorescenze a grappolo lunghe tra i 10 e i 30 cm e fioriscono tipicamente in maggio (da qui il nome “maggiociondolo” o simili).
I frutti sono legumi dai numerosi semi neri contenenti citisina (un alcaloide), estremamente velenosi (per l'uomo, ma anche per capre e cavalli) specie se immaturi.
Alcuni animali selvatici tuttavia (come lepri, conigli e cervi) se ne possono cibare senza problemi, e per questo in alcune regioni era originariamente ritenuta una pianta magica.

l. anagyroides [maggiociondolo]
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Robinia
Il genere robinia è di pretta origine americana: le sue circa venti specie si trovano tutte nell'America settentrionale e centrale, mentre nel nostro continente è presente solo la "falsa acacia", cioè la Robinia pseudoacacia L.
Le doti ornamentali di alcune forme di robinia sono il motivo della sua diffusione in Europa; pare che vi sia giunta all'inizio del secolo XVII inviata a Jean Robin, erborista del re Enrico IV di' Francia. Più tardi Linneo denominò il genere riferendosi al cognome Robin.
Sono piante con portamento arboreo (altezza fino a 25 metri) o arbustivo; spesso ceduato, con forte attività riproduttiva agamica, i polloni spuntano sia dal colletto sia dalle radici.
Corteccia di colore marrone chiaro molto rugosa.
Le foglie sono ovate non dentate lunghe fino a 6 cm con apice esile. Aperte di giorno mentre la notte tendono a sovrapporsi.
I Fiori, bianchi o crema, lunghi circa 2 cm simili a quelli dei piselli, sono riuniti in grappoli pendenti. Frutti a forma di baccello prima verdi poi marroni lunghi circa 10 cm, deiscenti a maturità.
Presenza di numerose spine lunghe e solide sui rami più giovani.

r. pseudoacacia
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Wisteria
Noto anche con il nome di Glicine, il genere Wisteria (nome in onore di Gaspare Wistar, rinomato stu***so di anatomia del ‘700) comprende meno di dieci specie arbustive rampicanti, un tempo attribuite al genere Glycine.
Le varie specie differiscono per le caratteristiche del fiore, delle foglie, dei frutti e soprattutto per il fusto che ha un diverso modo di avvolgersi intorno al suo tutore.
Il fusto sviluppandosi cerca velocemente un appiglio per avvolgersi intorno e ciò avviene seguendo il verso destrorso ( in senso orario) per le specie di origine giapponese come la W. floribunda, W. brachybotriys e per altri ibridi, mentre in quelle americane W. frutescens e W. macrostachya e quelle cinesi W. sinensis e altri ibridi, si attorciglia in verso sinistrorso ( in senso anti-orario).
Il singolo fiore, raccolto in un infiorescenza a racemo o grappolo, tipico delle Leguminosae, consta di un calice gamosepalo (i sepali sono cresciuti insieme), da una corolla formata da 5 petali diversi: 2 saldati che costituiscono la carena, mentre gli altri 3 distinti sono: il vessillo ossia il petalo superiore più grande che si presenta rivolto verso l’alto ed i 2 restanti che sono simmetricamente disposti ai lati e costituiscono le ali.
Il colore dei petali è variabile dal bianco puro al rosa porpora, dal blu-viola al lilla chiaro e ciò dipende dalla specie, nonché dall’intensità luminosa, dal momento di fioritura, dall’umidità e PH del suolo, e perfino dall’età della pianta stessa.
Sono piante assai rustiche, dotate di radici profondamente sviluppate e di una chioma vigorosa in continua ed esuberante crescita: i germogli dell’annata riescono ad allungarsi anche per 6 metri!

w. sinensis [glicine]
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Ultima modifica di Gian Piero; 27-04-2011 a 14:41
Gian Piero non è in linea   Rispondi quotando
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